Vis-a-vis review

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Salomon S-Lab X-Alp vs Dynafit TLT7 vs Scarpa F1 evo

Milano Montagna ha inventato un paio di inverni fa un nuovo modo di testare gli scarponi del quale siamo molto fieri: sciare con uno scarpone noto (chiamiamolo gold standard nella sua categoria) su un piede e il possibile competitor sull’altro piede. Il sistema funziona, si impara parecchio e sempre più tester in europa e in america lo stanno usando per dare suggerimenti ai produttori. Noi invece i suggerimenti proviamo a darli direttamente a chi vuole scegliere tra un modello e l’altro…

Abbiamo passato l’intera giornata di sabato 25 marzo 2017 a Verbier tra ghiaccio, duro, firn e pappone (ingredienti tipici dello sci alpinismo primaverile) ruotando sui soli due piedi a nostra disposizione i tre scarponi da alpinismo leggero a nostro parere più interessanti per il prossimo inverno: il nuovissimo Salomon S-Lab X-Alp (evoluzione irrobustita degli Arc’teryx procline) il Dynafit TLT7 e lo Scarpa F1 evo. Pesano tutti e tre pochissimo (tra 1000 e 1200 g), hanno tutti e tre del carbonio (nel gambetto l’X-Alp, nello scafo gli altri due), tutti e tre hanno un arco di camminata così ampio da dubitare di poter arrivare ad usarlo tutto quanto a meno di non fare Mezzalama o Patrouille… ma come vanno? Ecco la nostra personale classifica

Ingresso nello scarpone… e uscita
Vince alla grande il Dynafit TLT7. Nonostante la linguetta, nel TLT7 si entra e si esce con facilità irrisoria. Nel Salomon X-Alp bisogna sganciare il blocco ski/walk (peraltro abbastanza macchinoso rispetto a TLT7 e F1) e abbassare una ghetta, altrimenti entrare è del tutto impossibile. Nell’F1 si entra e si esce con una gran fatica, da questo punto di vista pur se migliorato nel tempo resta lo scarpone più complesso dei tre.

Fit
Premesso che ho un piede con molto collo ma per il resto di volumi assolutamente medi (dopo aver provato decine e decine di scarponi posso esserne ragionevolmente sicuro), son tre scarpe davvero differenti: TLT7 è senza dubbio il più comodo, blocca subito bene il tallone e ha un volume anteriore davvero abbondante che potrebbe tornare utile a chi ha una pianta larga. Una volta entrati (decisamente con fatica) negli F1 avete la sensazione che lo sforzo sia stato utile perché anche senza stringere tanto i ganci il piede è fasciato benissimo e il tallone lucchettato. Anche X-Alp fascia molto bene il piede davanti (direi che ha ancora meno volume di F1), ma da una sensazione diversa: se non chiudi tanto i ganci il tallone non è lucchettato.

Salita
Premesso che sono tutti e tre leggerissimi e con un escursione di gambetto superiore a quanto si usa comunemente con le pelli, vanno fatte due precisazioni: 1) sia con TLT7 che con F1 si ha chiaramente la sensazione di avere ai piedi uno scarpone, perché senti il polpaccio fasciato da un gambetto. Nei traversi questo limita un po’ l’angolazione, ma non te ne accorgi fino a quando non provi sull’altro piede l’X-Alp, che grazie al gambetto in tre pezzi che si apre lateralmente elimina la sensazione fasciante sulla parte inferiore del polpaccio e permette una angolazione decisamente superiore, tipo scarpa da trail bassa. Una differenza che solo questo tipo di prova permette di apprezzare fino in fondo ma che ha sicuramente il suo perché in condizioni difficili. Chapeau a questo nuovo standard. 2) salendo con TLT7 su un piede e uno scarpone diverso sull’altro piede ti accorgi che il punto di aggancio anteriore dell’attacchino su TLT7 è spostato verso il centro del piede e funziona in modo più fisiologico. Chapeau anche a questo nuovo standard. Un momento… questo si paga con la necessità di fare un accrocchio per sistemare i ramponi (video eloquente su come fare già disponibile su youtube)? Ah, giusto! Vabbè decidete voi se il gioco vale la candela per l’uso che desiderate fare degli scarponi.

Discesa
Ho usato un paio di Elan Alaska Pro 170 (79 al centro, peso 1050) tipica arma da primavera che ben si sposa a questa generazione di scarponi molto leggeri. Sul duro della mattina ho capito che l’escursione della danza delle punte in curva funzionava benissimo come misura surrogata della capacità dei tre scarponi di guidare con precisione. Vincitore: X-Alp, che a patto di avere i ganci ben chiusi (e – come negli scarponi da gara – di fare quindi male…) ha guidato significativamente meglio degli altri due sul duro. Occhio però che la guida diventa simile a F1 se i ganci non sono molto tirati. Proprio F1 continua a stupirmi: nonostante sembri uno scarpone rilassato e senza gran carbonio a vista, per il suo peso guida alla grandissima (ricordo una prova con sci da 100 dove se l’è cavata molto ma molto bene). Tra i tre il più rilassato è sicuramente TLT7, probabilmente anche a causa dei volumi più abbondanti e comodi, ma in una situazione primaverile e con uno sci da un kg se la sono cavata più che bene. Mai sentita la necessità di un upgrade su uno scarpone più tosto.

Conclusioni
In questo segmento l’innovazione, il progresso nell’efficacia in salita e in discesa e di conseguenza la competizione sono alle stelle… e i tre scarponi risultano assolutamente strepitosi se confrontati a quanto disponibile prima dell’era iniziata con il rivoluzionario TLT6p (che peraltro ha ancora le sue vedove inconsolabili…). TLT7 ha il pro di una comodità fantastica e di un’azione in salita significativamente migliore. Però sembra il meno preciso in discesa dei tre. X-Alps è stellare sui traversi e – se lo stringete bene – guida meglio degli altri. In mezzo c’è F1 che ha il solo handicap di un ingresso da kamasutra (perlomeno per il mio piede a collo alto) e per tutto il resto funziona alla grandissima. Scegliete quel che fa maggiormente al caso vostro, e restate sintonizzati per la seconda puntata, questa volta su sci più larghi e tosti, necessaria per capire i limiti di peso e larghezza degli sci (ancora) gestibili con questi tre scarponi.

Francesco Bertolini



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